Corpo a Corpo Incorporazione delle pratiche della medicina tradizionale cinese

Bic 2Pubblichiamo con piacere un interessante lavoro dedicato alla centralità del Corpo nel Tuina della dottoressa Chantal Antonizzi, specializzanda in Scienze Antropologiche realizzato come coronamento del corso “Culture e società della Cina” tenuto presso l’Università degli Studi di Milano La Bicocca dal professor Roberto Malighetti. Nel testo è inclusa anche una breve intervista al nostro presidente, Gabriele Filippini

“In occidente la distinzione tra mente e corpo non è solo stata eretta quale paradigma delle forme universali di stare al mondo, ma ha influito anche sui processi di salute e malattia e sui modelli di cura possibili, entrando a far parte del modello esplicativo della biomedicina. Nota come dualismo cartesiano, questa distinzione separa la mente dal corpo, lo spirito dalla materia, il reale (cioè il misurabile) dall’irreale. Ma ancora prima di Cartesio, dal quale l’irriducibile dicotomia prende l’appellativo, questo tipo di pensiero è stato il prodotto dell’epistemologia occidentale che risale fino al tempo di Aristotele e sostanzia la base teorica della prassi clinica ippocratica. È con Cartesio, però, che la dicotomia materiale-immateriale, naturale-sovrannaturale, biologico-sociale ha assunto la sua elaborazione concettuale più chiara. Questo dualismo è diventato la matrice più profonda dell’epistemologia occidentale, anticipando anche le contemporanee concezioni biomediche dell’organismo umano. In esse una prospettiva integrata tra mente, corpo e società è completamente esclusa. Il tutto è stato soppiantato dal predominio delle parti e i modi in cui la mente parla attraverso il corpo e la società è iscritta sui nostri corpi non ha fondamento epistemologico, come avviene invece in altri contesti culturali. Per questi motivi ho voluto approfondire la critica al dualismo cartesiano sviluppatasi all’interno dell’antropologia medica applicando il paradigma dell’incorporazione elaborato da Csordas ad un sistema medico molto diverso dalla biomedicina che è quello della medicina tradizionale cinese. Questo sistema medico si basa sulla filosofia cinese in cui non è presente la distinzione tra corpo e mente, materia e spirito.

All’interno del mio lavoro ho avuto modo di intervistare Gabriele Filippini, operatore di tuina oltre che presidente e docente della Scuola di Tuina e Qi Gong dell’Associazione Culturale Wu Wei di Brescia.”

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