Scuola di Stili Interni, Tai Chi Chuan, Yi Quan, Qigong. “Wang Wei Guo”

Scuola di Stili Interni, Tai Chi Chuan, Yi Quan, Qigong. “Wang Wei Guo”

Il giorno 16 settembre 2014  iniziano i corsi della nostra scuola, è possibile usufruire di una lezione di prova gratuita. I corsi si svolgeranno presso Buschido Palestre, in via Sondrio 16 a Brescia

Tai Chi Chuan (Taiji Quan) significa tecnica di combattimento (Quan basata sul supremo fondamento (Taiji).Nato come arte marziale, questo esercizio “interno” consente di sviluppare l’energia(Qi) e la presenza mentale (Yinien) garantendo ai praticanti un ottimale stato di benessere e sicurezza. Agli stessi risultati porta la pratica dello stile Yi Quan, la cosiddetta Boxdell’Intenzione che enfatizza maggiormente gli eserciz a coppie.

Il Qi Gong (“lavoro con l’energia”) offrirà la possibilità di sperimentare rapidamente l’incremento del benessere connesso ad una maggiore disponibilità di energia vitale.

 

 ORARI

Martedì:19.00 – 20. Principianti – 20.30 – 21.30 Avanzati

Giovedì:19.00 – 20.30 Principianti – 20.00 – 21.30 Principianti

PROGRAMMA

TAI CHI CHUAN

• Forma dei 108 Movimenti – Yang Shi

• Taiji Quan

• Forma di Taiji Quan rapida – Fa Jin

• Esercizi a coppie – Tui Shou

• Forma di Spada – Taiji Jian

• Ginnastica Taoista – Taiji Qigong

•  Elementi di Medicina Tradizionale Cinese

   applicata al Qi Gong ed al Taijiquan

 YI QUAN

•Esercizi dell’Albero – Zhan Zhuang Gong

• Tecniche base – Shi LI

• Sviluppo della velocità – Fa Li

• Applicazioni – Tui Shou

• Danza Marziale – Jian Wu

QI GONG

 • Tecniche di rilassamento – Fan Song Gong

• Esercizi dell’Albero – Zhan Zhuang Gong

• I 6 Suoni Risananti – Liu Zi Jue

• I 5 Animali – Wu Xing

• Movimento Spontaneo – Ze Fa Gong

• Automassaggio – Tuina

INSEGNANTE RESPONSABILE

Gabriele Filippini

-Istruttore autorizzato della P.W.K.A. Italia (Professional Wushu – Kung Fu Association)

-Istruttore riconosciuto dal Maestro Wang Wei Guo

-Istruttore di Yi Quan riconosciuto dal Maestro Yang Lin Sheng (A.S.K.T. Associazione Studio    Kungfu Tradizionale)

– Istruttore della Scuola Wu Shin del Maestro Antonello Casarella

-Diplomato in massaggio cinese (Tui Na) presso l’International Educational Center of Traditional Chinese Medicine di Shanghai.

-Insegnante di Tuina e Qi Gong presso l’ Associazione Wu Wei

-Master in PNL e Generative Trance

ISTRUTTORI

Pierangelo Fregoni

Bruno Ita

Tai Chi Chuan, stile Yang Antico, II parte

Gabriele Filippini, nel lontano 2004, esegue la seconda parte della forma di Tai Chi Chuan stile Yang Antico come trasmessa dal Maestro Wang Wei Guo, che ringraziamo. Questa forma insegnata nei corsi di Tai chi chuan – Taiji Quan organizzati da Wu wei a Brescia, è caratterizzata dal legame con la marzialità e dall’enfasi posta sul movimento di apertura e chiusura (Kai – He) che prepara la distribuzione dell’energia nella fase del Fa Li (distribuzione o emissiona della forza). Questo vecchio video richiama alla storia della nostra scuola,presto pubblicheremo anche una versione più recente.

Tai Chi Chuan Stile Yang Antico, Scuola del Maestro Wang Wei Guo

Gabriele Filippini esegue la prima parte della forma dello stile Antico (Maestro Yang Shao Hu)  di Tai Chi Chuan come trasmesso dal Maestro Wang Wei Guo. Questo stile viene insegnato nei corsi di Tai Chi Chuan organizzati a Brescia da Wu Wei.

Tai Chi Chuan, Via per l’Armonia
Taijiquan (Tai Chi Chuan) significa “stile di combattimento (quan) basato sul supremo fondamento (Taiji)’’. Ciò significa che in questo stile è fondamentale rispettare i princìpi  di alternanza delle energie basilari dell’universo come descritte dalla filosofia taoista che individua nella armonia degli opposti la fonte di qualsiasi vero equilibrio vitale. Questa particolarissima tecnica psico-corporea riunisce in sé le caratteristiche delle arti marziali cinesi, della meditazione e delle pratiche per il mantenimento e l’incremento della salute.
gabriele Filippini Taijiquan
M. Gabriele Filippini
La storia del Taijiquan vede la prima data certa intorno al 1630 d.c. quando il generale Chen Wan Ting, ritiratosi dalla vita attiva codifica questa arte marziale nella quale, oltre alle tecniche di combattimento, inserisce modalità di allenamento particolarmente utili allo sviluppo di quella che la tradizione cinese definisce “energia interna” termine di difficile interpretazione ma che possiamo assimilare da un lato all’incremento di salute e lunga vita, dall’altro alla capacità di sviluppare straordinarie caratteristiche di forza ed agilità. Il raggiungimento di questo livello particolare di abilità ha portato nei secoli allo sviluppo del Tai Chi Chuan come lo conosciamo attualmente nel quale l’abilità marziale è funzionale al raggiungimenti di un più ampio concetto di benessere psico fisico nel praticante. Gran parte della pratica del Taiji si basa sull’esecuzione di movimenti lenti e circolari il che lo rende adatto alle caratteristiche fisiche di qualsiasi persona, anche anziana.
La Medicina Tradizionale Cinese considera mente e corpo come entità strettamente interrelate; la mente può quindi agire per la guarigione del corpo e quest’ultimo può collaborare alla pacificazione della psiche. Su questi principi di base si fondano i movimenti lenti e armoniosi del Taiji, nei quali la morbidezza del corpo è unita alla totale concentrazione sul gesto effettuato. In questo modo, tramite una pratica paziente e continua è possibile riottenere l’equilibrio complessivo dell’individuo.
Equilibrio energetico che si basa sullo sviluppo di alcune particolari qualità che possiamo definire radicamento, spazio, centratura.
Radicamento
Per Radicamento intendiamo la capacità di percepire ed utilizzare il contatto con il terreno.
Gli esercizi consentono di aumentare la sensazione di stabilità ed equilibrio connessa ad un corretto uso degli arti inferiori; in questo modo lo studente il praticante sperimenta una accresciuta sensazione di sicurezza che consente di riconoscere ogni ambiente e circostanza come proprio. Il grande sviluppo della propriocezione (senso dell’equilibrio) derivante dall’allenamento trova riscontro nei molti lavori scientifici che testimoniano la diminuzione dell’incidenza dei traumi da caduta negli anziani che praticano il Taijiquan rispetto a gruppi di controllo.
Spazio e Centro
Con gli esercizi per lo sviluppo di Spazio e Centro arriviamo realmente al cuore della pratica del Qigong e quindi riteniamo opportuno chiarire cosa intendiamo con questi concetti.
Lo Spazio è prima di tutto la capacità propria del vuoto di accogliere tutto ciò che proviene dall’esterno. Spazio è quindi il “vuoto” interno della bottiglia, il foro della ruota dove alloggia il mozzo e, soprattutto, il cosiddetto “vuoto del cuore” – Xin XU  che è la capacità della nostra mente di mantenersi tranquilla e fluida in modo da accogliere qualsiasi stimolo proveniente dall’esterno. Si tratta di raggiungere uno stato di estrema recettività unito alla libertà di scegliere cosa trattenere e cosa rifiutare tra la molteplicità di proposte che la realtà esterna ci offre.
Da un punto di vista immediatamente pragmatico per spazio intendiamo la nostra sensazione di presenza e di controllo relativa ad certo luogo in un certo tempo. E’ la sensazione multisensoriale di presenza e attenzione totale modulabile grazie alla pratica costante del Qigong.
Chiamiamo Centro il nostro punto di riferimento.
Strutturalmente il centro del corpo è la colonna vertebrale, l’asse che consente di muoverci liberamente, allo stesso modo possiamo considerare come centro del corpo il basso ventre, sede del nostro baricentro.
Quindi il centro e’ il punto, la zona da cui cominciamo a misurare la “realtà”, il nostro territorio fisico e psichico, il nostro spazio. Ricollegandoci ai concetti precedentemente esposti consideriamo il centro come punto di partenza e di riferimento del nostro spazio. E’ la nostra zona di sicurezza, la nostra roccaforte fisica e psichica e nostro obiettivo è imparare a percepirla e a difenderla.
Oltre agli esercizi effettuati individualmente questa arte marziale è caratterizzata dalla pratica di numerosi esercizi a coppie che consentono di sperimentare ed apprendere con maggiore rapidità ed efficacia i concetti proposti. Questi esercizi vengono definiti “spinta delle mani”, in cinese Tui shou.
IL TUI SHOU
Tui Shou significa letteralmente spingere (tui) mano (shou); si tratta di una tecnica nella quale le nostre mani vengono utilizzate per prendere contatto con il compagno di allenamento. I praticanti si pongono l’uno di fronte all’altro con l’obiettivo di sbilanciarsi reciprocamente utilizzando esclusivamente il contatto degli arti superiori.

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Maestri yang Ling Shen e Casarella Tui Shou
I Maestri Yang Lin Sheng e Antonello Casarella
Scopo della tecnica è sperimentare la possibilità, molto concreta, di interagire con una forza esterna senza per questo perdere il controllo della propria postura e del proprio radicamento al terreno. Ognuno dei due praticanti si radica stabilmente al suolo ed utilizza la propria colonna vertebrale come asse dinamico attorno al quale fare fluire efficacemente le forze e le tensioni interne ed esterne coinvolte nel “gioco” stesso.
Il Tui Shou consente in questo modo di verificare e correggere immediatamente squilibri e rigidità posturali evidenziati dalla maggior efficacia che conferiscono all’azione di “attacco” del compagno di fronte a noi. Non dimentichiamo comunque che l’esercizio viene in realtà praticato con spirito di grande collaborazione in quanto è proprio la reciproca attenzione e disponibilità che lo rende così efficace. Si tratta di una pratica assolutamente sicura, una sorta di gioco effettuato nel reciproco rispetto. Questo tipo di allenamento rappresenta una straordinaria metafora della vita; infatti la protezione del nostro “centro”, al quale possiamo attribuire di volta in volta simbologie personali di tipo lavorativo, affettivo o quant’altro, diviene possibile solo grazie ad un atteggiamento allo stesso tempo morbido e vigoroso che ci consenta di ricevere gli stimoli -simbolicamente le “spinte” – e di integrarli nella nostra struttura. Utilizziamo volutamente il termine struttura che possiamo riferire all’aspetto prettamente fisico del corpo oppure traslare immediatamente ai concetti di struttura psichica superficiale e profonda.
Il Taijiquan si presenta quindi come una pratica completa grazie alla quale lo sviluppo dell’efficienza fisica si integra con il benessere mentale, non a caso, attualmente è l’arte marziale con maggiore difusione a livello mondiale.